Diario di bordo – Giorno 3

Sunday Morning

Adrenalina giallonera: è l’ultima giornata della Rassegna. La tensione è al culmine dopo due giorni intensissimi, e la stanchezza comincia a farsi sentire: il direttore artistico Alberto Amorelli è febbricitante. Nonostante le occhiaie profonde per le ore piccole al Ridotto del Teatro Comunale,  la squadra dei volontari fin dalle prime ore della domenica è all’opera, sguinzagliata nel centro cittadino. Pronta ad apparecchiare una nuova colazione letteraria in libreria.
E un nuovo giorno all’insegna del giallo.

Nel frattempo, a zonzo per Ferrara, lo scrittore tedesco Wulf Dorn passeggia piacevolmente tra i monumenti e i mercatini del centro. Il suo sorriso raggiante parla per lui: sullo sfondo del castello Estense, intervistato da Cristina Marra, lo scrittore tedesco esprime senza riserve  (“Great!”) il suo entusiasmo per l’esperienza ferrarese e per la fantastica organizzazione del comitato artistico-organizzativo formato dal quartetto Alberto Amorelli, Matteo Bianchi, Irene Lodi, Matteo Pazzi.

TRE GLI APPUNTAMENTI PER SALUTARE GIALLOFERRARA

I. Si incomincia alle 11 con una tavola rotonda alla Feltrinelli: “Le sfumature del Giallo, tre modi di affrontare il romanzo di genere”, ospiti gli scrittori Enrico Pandiani e Aldo Pagano.
Modera lo scrittore Paolo Panzacchi – autore di “Dreamin’ vicious” (2014) e “L’ultima intervista”(2015) che dialoga con i due autori, per presentarne i percorsi e gli stili diversi.
Enrico Pandiani inizia ad esprimere il suo talento di narratore fin da bambino, disegnando fumetti. Grafico e disegnatore, scrive la saga “Les italiens”, i cui protagonisti sono una squadra di poliziotti parigini e il Commissario Mordenti. Con  “Pessime scuse per un massacro” è uscito per i tipi Rizzoli nel 2012. Da segnalare anche “La donna di troppo” (2013), con la quale Pandiani ha inaugurato una nuova serie gialla ambientata nella sua città. Del 2014 è “I semi del male”, raccolta di racconti noir scritta a sei mani.
Aldo Pagano si è fatto conoscere con il romanzo “La trappola dei ricordi”, ambientata a Balbenna, immaginaria cittadina dell’Italia meridionale. Protagonista Emma Bonsanti, pm al quale viene comunicato il ritrovamento del cadavere del giornalista Roberto Carulli, morto annegato. Quello che nessuno sa è che Emma e Carulli erano amanti…

II. “Dal romanzo al fumetto: comics e noir”
Con autentica euforia Alberto Amorelli modera l’incontro dedicato ai comics, sua passione irrinunciabile, presentandosi all’incontro con i suoi fumetti personali, da far autografare come un teen-ager. La sala di Ibs+Libraccio accoglie  Claudio Chiaverotti e Pasquale Ruju: un incontro seguito e applaudito dai molti appassionati ferraresi del fumetto. “Gli autori ospiti si sono mostrati molto disponibili e umanissimi – racconta Alberto – due Persone con la P maiuscola”.
Dal mito di Dylan Dog a Morgan Lost, Claudio Chiaverotti ha presentato la sua nuova serie con protagonista un cacciatore di “taglie” (ovvero di serial killer). Storie ambientate in un distopico mondo parallelo negli anni Cinquanta, ma con originali influenze legate all’antico Egitto: una scelta molto particolare resa graficamente non solo attraverso il bianco e nero, ma con toni di grigio e di rosso.
Claudio Chiaverotti ha descritto inoltre il suo ultimo progetto, “I mostri non vivono solo nel buio”, una Graphic Novel  ambientata ai giorni nostri, una storia di mafia, una novità rispetto ai lavori precedenti come Brandon o Morgan Lost,  ambientati in invece mondi improbabili (fantasy, western, post apocalittici).
Pasquale Ruju è anche sceneggiatore, regista, doppiatore. Per Bonelli ha scritto sceneggiature per Tex, Nathan Never, Martin Mystère, Demian, 18 episodi ambientati a Marsiglia in un tipico noir mediterraneo. È lui il creatore di Cassidy, un thriller duro ambientato negli anni ’70.
Ruju ha presentato a GialloFerrara il suo ultimo romanzo, “Un caso come gli altri” uscito per E/O Sabotage, in cui viene affrontato il tema dell’Andrangheta, dal punto di vista di due donne, una vedova e una procuratrice distrettuale che la interroga riguardo al marito assassinato. Due donne nella sala interrogatori.
Dai mondi paralleli si arriva così a riflettere sulla realtà drammatica delle organizzazioni criminali italiane.
Dal romanzo ai comics. Dalla atmosfere avventurose dei fumetti all’attualità. Anche questo è GialloFerrara.

III.    Il gran finale: ospite lo scrittore con Jean-Christophe Grangé, autore del famoso romanzo thriller “I fiumi di porpora” e sceneggiatore dell’omonimo film interpretato da Jean Reno, Vincent Cassel e Nadia Farès, che a Ferrara ha presentato l’ultimo romanzo “Il rituale del male”, edizioni Garzanti.

Ha mantenuto le promesse della conferenza stampa il testimonial di GialloFerrara, Marcello Simoni, special guest della serata, che ha conversato con Grangé insieme ad Amorelli; interprete Cecilia Novi che ha tradotto con grande disinvoltura concetti narrativi complessi.
Grangé ha tenuto il pubblico inchiodato alla sedia, illustrando metodi e strategie per la costruzione di un thriller. C’era perfino chi prendeva appunti… Un finale in grande stile.
Ma prima di cominciare, per gli organizzatori,  un aperitivo insieme a Grangé, per conoscersi meglio: “Grangé si è dimostrato un professionista autentico, senza fronzoli né protagonismi – racconta Alberto Amorelli – . E al termine dell’incontro era così soddisfatto e a suo agio che ci ha chiesto come souvenir  una felpa di GialloFerrara!
(E i ringraziamenti ufficiali di Garzanti a GialloFerrara per aver ospitato in Italia questo autore internazionale).

Ma non finisce qui.
Nonostante la stanchezza, verso mezzanotte Matteo Pazzi, il presidente dell’associazione Gruppo del Tasso – non si butta in branda, ma si mette a computer a scrivere e a postare su Fb un lungo, profondo messaggio: “Anche GialloFerrara 2016 è andato. Il merito? In ordine sparso fra gli organizzatori (e qui parte un lungo elenco, in cui Matteo ringrazia uno a uno, scrivendo i nomi di ogni persona che ha collaborato alla riuscita della manifestazione). Ringrazio tutti i partecipanti al festival. Ringrazio tutti gli sponsor. Ringrazio il Comune di Ferrara nella persona del Vice Sindaco Massimo Maisto. Un grazie speciale a Rudy e alla biblioteca Ariostea (grande Fausto!). Il festival si è concluso. La terza edizione ha visto la presenza di due scrittori stranieri di fama internazionale : Wulf Dorn e Jean-Christophe Grangè, persone illuminate.
Sono stati mesi intensi, difficili, complicati per mille motivi.
Che cosa mi lascia Gialloferrara 2016? Mi lascia l’amicizia, il significato e il valore della vera amicizia. Scorrono nella mia mente gli imprevisti, le corse, le ‘missioni quasi disperate’ affidate a qualche amica o amico, i cambi turno senza preavviso, gli abbracci, le arrabbiature, le pacche sulla spalla, le strizzate d’occhio d’intesa per permettere allo show di continuare, le cene saltate o improvvisate, i dolciumi distribuiti di nascosto durante una presentazione… Un’impresa artistico-letteraria di puro volontariato. Grazie a tutti. Cala il sipario ma, sappiatelo, il mio cuore, per quello che conta, è e sarà sempre con voi”.

E insieme alla pioggia di “Mi piace” partono i commenti di chi sente già nostalgia per gli ultimi tre giorni – senza contare le anteprime il 9 e il 10 novembre – e per tutte le settimane di preparativi che le hanno precedute.
“Ho il nodo in gola di quando leggo un gran bel libro e giro l’ultima pagina…Siamo stati davvero un gran bel libro”, scrive una ragazza della squadra Giallo Ferrara, subito applaudita da una valanga di cuoricini gialli.
C’è poi chi il lunedì mattina vorrebbe portare o andare a prendere qualcuno in stazione, c’è chi si chiede “oggi in quale libreria siamo?”. O, ancora, chi abbraccia la felpa di GialloFerrara come fosse la coperta di Linus.

E se è vero che anche i ragazzi di GialloFerrara – come tutti i coetanei – non possono fare a meno delle chat, dei wapp, dei post sui Facebook e Instagram, a questa rassegna il merito di aver riportato al centro di una rassegna qualcosa di prezioso: non solo autori nazionali e internazionali, ma la Biblioteca, le librerie, il teatro, il profumo dei libri, le copie autografate dagli autori.
Di aver organizzato laboratori dei piccoli detective (riuscendo nell’impresa di staccare i bambini dai tablet per qualche ora).  Di aver creato spazi per la conversazione: tavole rotonde, workshop, caffè e bollicine.
Parole e risate. Ma soprattutto persone, amicizia, incontri veri.
E questo non è solo “giallo”. È oro.

(e.r.)

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