“Signore in giallo”: l’11 novembre a Ferrara il talento di Grazia Verasani

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Ferrara è bellissima, la amo da sempre. Ogni volta che ci passo, oltre ad ammirarne la Storia, faccio scorte di pane”. A Ferrara Grazia Verasani è attesa l’11 novembre ore 17 alla Biblioteca Ariostea: parteciperà alla tavola rotonda “Donne e noir” insieme alle autrici Sara Bilotti e Patrizia Rinaldi; moderatrice la giornalista Camilla Ghedini.

Non solo Noir per Grazia Verasani. Autrice di romanzi, pièce teatrali, sceneggiature; e ancora, musicista, cantante e compositrice.

Nata a Bologna, città dove vive, ha cominciato a pubblicare racconti su riviste e quotidiani nella fine degli anni ‘80, grazie al sostegno di Gianni Celati, Roberto Roversi e Tonino Guerra, Stefano Benni. Dal 1998 a oggi si è districata in vari generi letterari.
I suoi libri sono tradotti in vari paesi tra cui Francia, Germania, Russia.

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Il suo romanzo “Quo vadis, baby” (Oscar Mondadori 2004, poi Tascabile Feltrinelli) è un noir da cui nel 2005 il regista premio Oscar Gabriele Salvatores ha girato l’omonimo film. Gli altri quattro romanzi con la stessa protagonista – l’investigatrice privata Giorgia Cantini – sono “Velocemente da nessuna parte”, “Di tutti e di nessuno” (entrambi Tascabili Feltrinelli), “Cosa sai della notte” (Feltrinelli, 2012), “Senza ragione apparente” (Feltrinelli, 2015).
Sempre per Feltrinelli, nel 2008 è uscito “
Tutto il freddo che ho preso” ; è del 2014 invece il romanzo di successo “Mare d’inverno” (Giunti). Intensa anche la sua attività di autrice per il teatro. Il monologo teatrale “Vincerò” – sulla vita e la carriera del tenore Luciano Pavarotti – è stato interpretato da Giuseppe Battiston, Giancarlo Giannini e Michele Placido.
Grazia Verasani ha studiato pianoforte classico e vinto il Premio Recanati nel 2005 per la canzone d’autore, a cui è seguito il cd “Nata Mai”
per la BMG e collaboraz

ioni con vari artisti tra cui Paola Turci, Nada, Elio e le Storie Tese. Nel 2010 è uscito il suo cd “Sotto un cielo blu diluvio”. Nel 2014 ha tenuto lezioni all’Università di Tempe e di Phoenix (Arizona) sul noir europeo; ha insegnato in vari corsi di scrittura creativa, anche alla Bottega Finzioni di Carlo Lucarelli. A settembre 2016 è uscito per Giunti il nuovo romanzo “Lettera a Dina”.

E sono solo alcune tappe di un percorso artistico sorprendente (www.graziaverasani.it)

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Che cosa rappresenta per lei GialloFerrara?

Non so, una piattaforma per parlare di un genere? Magari di un genere che si evolve oltre le etichette?

Quando è nata la passione per il giallo e il noir?

Leggendo Chandler, e soprattutto Patricia Highsmith. Non scrivo solo noir, ma la mia investigatrice Giorgia Cantini, nata nel 2004 con “Quo vadis, baby?” è nata pensando a autori come questi, e aggiungerei Izzo, Simenon, Renato Olivieri.

Può anticiparci qualcosa dell’incontro programmato per la rassegna?

So che riguarda le autrici di noir. Argomento spinoso. In Italia c’è ancora molto pregiudizio.

Consiglierebbe GialloFerrara a un amico?

Lo consiglierei a un lettore di noir ma anche no, perché il noir è un genere che va oltre il poliziesco, è esistenziale, letterario e può interessare anche a chi è abituato a leggere altro.

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